La drammaticità della attuale crisi economico-finanziaria, pensiero di un lettore
Canicattì, ore 18:40 RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:Che l’attuale congiuntura economico-finanziaria si sarebbe prolungata nel tempo era prevedibile essendo, peraltro, stata annunciata da eminenti economisti del mondo; ma che avrebbe assunto dimensioni di tale portata non è stato sospettato da nessuno cogliendo conseguentemente di sorpresa un po’ tutti i grandi della terra.
E se da un canto esiste unanime accordo nella individuazione delle cause che l’hanno determinata non sussiste, purtroppo, analoga condivisione di idee sui rimedi e gli strumenti necessari per porre fine alla stessa atteso che tuttora le conseguenze sono oltremodo imprevedibili. E’ fuor di dubbio che la globalizzazione, la tecnologia più avanzata, il risveglio di alcuni Stati asiatici, tipo la Cina e l’India, la spregiudicatezza di potenti ed oscure forze finanziarie, che con operazioni spesso poco ortodosse determinano una costante fibrillazione dei mercati azionari ,siano state le cause principali del fenomeno consistente in un radicale cambiamento delle regole che hanno sinora caratterizzato il sistema capitalistico dei paesi industrializzati e che all’improvviso si son ritrovati totalmente impreparati nell’approntamento di misure idonee per arginarne almeno l’immensa portata. Crisi che, perciò, on preoccupa solo gli Stati della sola euro-zona ma che, mio modesto parere, interessa l’intero mondo occidentale anche se altamente industrializzato. Ovviamente gli effetti sono ancor più devastanti per quei paesi, quali la Grecia, la Spagna ed il nostro, che, in presenza di una cosi grave congiuntura debbono fare i conti con un debito pubblico molto alto (frutto di una miope se non folle politica praticata in passato) il cui risanamento assume carattere di assoluta priorità rappresentando la ”condicio sine qua non” per una reale ripresa e crescita economica almeno in tempi medio-lunghi. Per quanto riguarda i fatti di casa nostra, basta sfogliare i quotidiani, accendere un televisore e/o navigare in internet per rendersi conto che i nostri governanti continuano nella solita politica del pannicello caldo e del provvedimento-tampone che, alla fine, scarica l’intero peso sulle spalle di quei poveri “cristi” (stipendiati e pensionati) che non possono sfuggire alla scure del fisco con l’aggravante che il fenomeno di cui si sta trattando viene spesso drammatizzato da alcuni, minimizzato da altri se non addirittura ridicolizzato da qualche esponente politico di spicco determinando una perdita di credibilità per l’intero sistema-paese il cui recupero non può esser raggiunto attraverso i buoni propositi o le assicurazioni verbali che mai troveranno attuazione nelle sedi parlamentari. Penso in proposito, da semplice cittadino, che i mercati finanziari pretendono dal nostro Governo l’adozione di misure serie ed efficaci, anche se provocheranno impopolarità, ma che servano per tranquillizzarli sulle reali intenzioni di crescita del Paese. E per far ciò è necessario che ognuno (politici, imprenditori,sindacati etc) faccia la propria parte, assumendosene la responsabilità, abbandonando da subito la deplorevole litigiosità che sinora ha caratterizzato la vita politica del nostro Paese, creando condizioni di una comune intesa nello sforzo congiunto per la ricerca di adeguate misure legislative in grado di allontanare il Paese dall’attuale baratro in cui di giorno in giorno va sempre più precipitando. E allora bisogna cominciare sin da subito con i tagli dei privilegi e le riduzione delle indennità della casta, con la riduzione del numero dei parlamentari, con la cessazione della conflittualità tra i diversi Organi dello Stato, con l’abolizione degli Enti inutili,con una più incisiva lotta nella evasione fiscale, con l’introduzione della patrimoniale sulle rendite più elevate e, non per ultimo, con comportamenti seri e non istrioneschi che talora hanno esposto il nostro Paese al ridicolo internazionale. Solamente attraverso tali misure, da tradurre in altrettanti provvedimenti condivisi da tutte le forze del Paese, potrà essere realizzata a breve quella crescita da tutti sperata che possa far uscire il nostro Paese dal tunnel di oggi ed in mancanza dei quali l’Italia potrebbe fare la fine dell’Argentina che dall’oggi al domani ha polverizzato i piccoli risparmi di quei cittadini che hanno speso una intera vita per realizzarli (il che sarebbe una vera catastrofe per tutti).
















































