Russo: spiragli per il punto nascita di Licata

Licata, ore 19:00 L’assessore perla Salute della Regione Siciliana, Massimo Russo ha  accolto la richiesta formulata dal presidente della Commissione Sanita’, Giuseppe Laccoto, di ritardare di qualche settimana la pubblicazione del decreto taglia punti nascita per un approfondimento che consentira’ di valutare l’opportunita’ di mantenere o meno le deroghe previste. Russo, ha spiegato in Commissione Sanita’ all’Ars il decreto sulla riorganizzazione del “percorso nascita” che prevede la riconversione di 23 punti nascita entro il 30 giugno del 2012. “Il decreto rispetta puntualmente le indicazioni del Piano Sanitario regionale, approvato da questa Commissione e tiene conto dell’accordo raggiunto in Conferenza Stato Regioni che addirittura prevede la chiusura dei punti nascita con meno di 1000 parti all’anno. L’assessore ha ricordato chela Sicilia, in passato, ha fatto registrare indici di mortalita’ superiori alla media nazionale e ha ribadito che il provvedimento mira a garantire alle pazienti e agli stessi operatori sanitari le condizioni di massima sicurezza potenziando i servizi di trasporto per le emergenze neonatali e per il trasporto materno-assistito, sviluppando l’attivita’ dei consultori, implementando le metodologie del parto indolore e riducendo i parti cesarei. Russo ha anche sottolineato come la riconversione dei punti nascita prevede che sia mantenuta l’assistenza nei presidi ospedalieri con un ginecologo e un’ostetrica che valuteranno le condizioni delle pazienti e l’eventuale necessita’ di un trasferimento con un’ambulanza dedicata. Per venire incontro alle esigenze dei territori – ha aggiunto Russo – in linea con il Piano sanitario, abbiamo oggettivato i criteri adottati per le cinque deroghe (Corleone, Nicosia, Bronte, Mussomeli e Santo Stefano di Quisquina): la difficolta’ di garantire, entro un’ora, il trasferimento delle pazienti verso strutture di secondo livello, l’ampiezza dell’area territoriale di riferimento e una media, nel quinquennio, di almeno 150 parti all’anno”. “A Lampedusa che e’ una grande isola – ha spiegato Russo – non e’ previsto il punto nascita ma solo un poliambulatorio eppure anche le mamme dell’isola, oltre alle tante donne immigrate, hanno partorito regolarmente e con la massima assistenza”.

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giovedì 23 maggio 2013 12:33
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