Ravanusa, Difficoltà a trovare la quadratura del Bilancio

Ravanusa, ore 23.52 Bilancio e precari, spina nel fianco dell’amministrazione Savarino. In questi giorni sono la questione dei precari e la chiusura dello strumento finanziario a caratterizzare l’impegno politico dell’amministrazione. Per quanto riguarda il bilancio è chiaro che si dovrà stringere la cinghia. Finito il periodo delle vacche grasse, l’ente fa i conti con la carenza di fondi. E per far quadrare il cerchio l’amministrazione del sindaco Armando Savarino sta pensando di aumentare le tasse. Soprattutto l’Imu per la seconda casa che verrebbe portata allo 0,96 e l’addizionale Irpef allo 0,70 rispetto all’attuale 0,40. Sacrifici imposti ai cittadini. Sull’aumento dell’Imu c’è in atto una discussione politica anche in commissione Bilancio, ma il funzionario dell’area contabile, il dottor Rocco Erba è stato chiaro: senza queste misure non si può giungere alla chiusura dello strumento contabile. Contrari i Consiglieri comunali del Mpa, Giancarlo La Greca e Gaetano Carmina, che hanno chiesto, tramite una mozione, di impegnare l’amministrazione comunale a promuovere l’approvazione, in Consiglio comunale, del regolamento per l’imposta municipale propria, prevedendo la riduzione al minimo delle aliquote ed elevando al massimo, nel rispetto delle previsioni di bilancio, l’importo delle detrazioni previste dalla legge. “Il prelievo dell’Imu – scrivono La Greca e Carmina – incide considerevolmente sul bilancio delle famiglie che sono costrette ad affrontare con difficoltà la pressione fiscale. La quasi totalità delle famiglie di Ravanusa  vive con un solo reddito ed in molti casi a lavori  precari o a tempo determinato e nel corso degli anni le stesse famiglie hanno fatto enormi sacrifici per costruire un’abitazione di proprietà. Quindi è necessario – concludono i consiglieri Mpa – evitare di tassare il bene primario che è la propria casa”. Sulla vicenda dei precari restano invece i nodi legati alle incertezze. Trovati i fondi per la proroga degli Lsu ex Diga che il mese prossimo correvano il rischio di essere licenziati, adesso grazie all’intervento della regione con i soldi del Fondo nazionale, la scadenza del contratto è prorogata di 3 mesi, cioè fino a dicembre. Resta la preoccupazione per i Puc.

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giovedì 23 maggio 2013 10:57
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