Morire costa caro ad Agrigento. Aumentano le tariffe cimiteriali. Zambuto: “I servizi si pagano”
Agrigento, ore 17.27 Morire costerà “caro” ad Agrigento. Il sindaco Marco Zambuto, per venire incontro alle esigenze di Bilancio, ha infatti adeguato tutte le tariffe cimiteriali aumentando, di almeno il doppio, quelle ancora vigenti che erano state fissate nel 2006 e sono relative alle concessioni per tombe e loculi, ai servizi necroscopici ed all’illuminazione votiva nei cimiteri di Bonamorone, Giardina Gallotti e Montaperto. Andiamo con ordine. Per quanto riguarda le tariffe relative a concessioni cimiteriali per l’anno 2012 è stato stabilito un aumento a 840 euro oltre Iva e diritti, per il costo di un loculo per la durata di 20 anni nella prima, seconda e terza fila. Mentre per chi si accontenta della quarta e quinta fila il costo è di 600 euro. Le precedenti tariffe, quelle del 2006, erano di 420 euro per le prime tre fila e di 300 euro per la quarta e quinta fila. In sostanza un aumento del 100% con le tariffe raddoppiate. Aumenta anche il costo per metro quadrato del suolo cimiteriale. Per una tomba si dovranno pagare 30 euro a mq, per una semicappella 50 euro a mq e per una cappella 70 euro a metro quadro. In precedenza per costruire l’ultima dimora nei cimiteri agrigentini, con le tariffe del 2006, si dovevano spendere 25 euro a mq per una semicappella e 35 per una cappella (non era previsto il prezzo a mq per le tombe). Anche i servizi necroscopici risentono della crisi di liquidità del Comune e vengono intaccati. Per ogni singola salma, quindi, i parenti del caro estinto dovranno pagare 30 euro per la traslazione, esumazione, inumazione e raccolta resti mortali. Per il servizio di tumulazione sono necessari 60 euro se si tratta di tomba, 90 euro se la salma viene seppellita in una semicappella e 130 euro se il cadavere verrà tumulato in una cappella (roba per ricchi). Relativamente al servizio di trasporto salme fuori dal territorio comunale sarà necessario un esborso di 100 euro. Facciamo adesso il confronto con il prezziario del 2006. Per ogni singola salma si dovevano sborsare 15 euro per la traslazione, esumazione, estumulazione, inumazione e raccolta resti mortali. La tariffa per la tumulazione era di 30 euro se si trattava di tomba, 45 euro se la salma veniva seppellita in una semicappella e 65 euro se il cadavere veniva tumulato in una cappella. Per il trasporto salme fuori dal Comune il cachet era di 50 euro. Anche in questo caso prezzi raddoppiati, quindi. Infine aumento del 100 per cento anche sulle tariffe relative al canone dell’illuminazione votiva che sono state così determinate: primo allaccio pari a 60 euro, canone annuo per singola lampada pari a 30 euro. Prima, con le tariffe del 2006 erano la metà. Queste disposizioni fanno parte delle determinazioni sindacali numero 2, 3 e 4 del 20 giugno scorso, pubblicate all’albo pretorio del Comune di Agrigento. In pratica i primi atti del neo rieletto sindaco Zambuto sono stati questi, cioè aumentare il costo dei servizi per chi “sfortunatamente” passa a miglior vita.
LA REPLICA DEL SINDACO ZAMBUTO
“Purtroppo i servizi hanno un prezzo e le tariffe applicate erano inadeguate. In ogni caso stiamo parlando di cifre davvero insignificanti”. Così il sindaco Marco Zambuto commenta la decisione di aumentare le tariffe per i servizi cimiteriali che erano ferme al 2006. “Abbiamo serie difficoltà a reperire fondi per chiudere il Bilancio – aggiunge Zambuto – stiamo cercando di far quadrare i conti istituendo l’imposta sul soggiorno, siamo alla ricerca di soluzioni alternative, abbiamo deciso di convocare un tavolo di confronto con le parti sociali. Una cosa però è certa: purtroppo i servizi vanno pagati. E poi gli aumenti, anche se parliamo di tariffe raddoppiare, sono arrivati dopo 6 anni. E’ stato il servizio cimiteriale a proporre le modifiche al regolamento ed io – dice ancora il sindaco – non ho potuto fare altro che approvarle”.
















































