La giunta Firetto cerca i soldi dell’imposta sul soggiorno

AGRIGENTO – Lo aveva annunciato nel mese di luglio scorso. Adesso il sindaco Lillo Firetto è passato dalle parole ai fatti. La giunta comunale, infatti, ha approvato la delibera che prevede anche ad Agrigento l’applicazione dell’imposta sul soggiorno. “Abbiamo deciso di approvare l’imposta sul soggiorno – dice il sindaco Lillo Firetto – così come viene applicata in tutti i centri turistici e non solo”. L’imposta di soggiorno è destinata a finanziare interventi in materia di turismo compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali. L’applicazione della tassa di soggiorno decorrerà dal gennaio 2016. Con le dovute esenzioni e agevolazioni  la Tassa interesserà i turisti che pernotteranno nelle strutture ricettive ad esclusione di coloro che sono residenti nella città dei templi. Solo però dopo l’approvazione da parte del Consiglio Comunale, verrà stabilito di quale importo sarà la Tassa di soggiorno per pernottare ad Agrigento. “Tutti i centri che presentano anche minimi flussi turistici – ha spiegato ancora il sindaco Lillo Firetto – l’hanno introdotta. Ciò non ha mai inciso negativamente sull’entità dei turisti in ingresso, consentendo, quale tassa di scopo, di migliorare i servizi al turista producendo nel medio periodo un incremento qualitativo della capacità ricettiva”. Per il momento non si registra nessuna reazione tra i rappresentanti delle associazioni rappresentative degli albergatori. Il presidente provinciale di Federalberghi, Francesco Picarella preferisce non commentare per il momento l’iniziativa della giunta che per essere definitiva dovrà avere il via libera dal Consiglio comunale. Anche se da sempre Federalberghi e tutti gli albergatori agrigentini si sono detti contrari. E’ di pochi mesi fa la dichiarazione di Picarella che sostiene: “Federalberghi, intende vigilare sulla corretta applicazione della norma vigente, al fine di accertare che non vengano valicati i limiti stabiliti dalla legge e che il relativo gettito venga effettivamente destinato a finalità di interesse turistico e non al mero ripianamento dei deficit dei bilanci comunali”. Una volta, gli albergatori agrigentini si sono detti disposti a fare le barricate quando l’allora sindaco Marco Zambuto aveva annunciato la sua intenzione di introdurre la tassa sul soggiorno. Anche il tentativo portato avanti dall’ex commissario straordinario, Luciana Giammanco, nel mese di dicembre del 2014, non è andato a buon fine ma solo per un paio di voti. Era stato il “vecchio Consiglio comunale”, quello di “Gettonopoli” a bocciare la proposta del commissario per rimpinguare le casse comunali: 9 consiglieri avevano votato no, contro gli otto voti favorevoli.

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