Firetto: Un anno nel segno del protagonismo civico

AGRIGENTO – Il giro di boa di un anno di attività amministrativa è passato, e oggi, nella continuità dell’impegno, ci consegna una serie di pensieri, riflessioni e programmi”. Lo scrive oggi Lillo Firetto, sul suo profilo Facebook, per tracciare il bilancio di un anno di attività amministrativa. “Questa esperienza è stata e sarà impegnativa, intensa e importante. Succede alla volte che quando ci si trova immersi dentro le cose, non è facile vederne i contorni e le trasformazioni. Accade così che a volte abbiamo bisogno di allontanarci di un passo per mettere a fuoco le cose. È così oggi guardare all’indietro, all’anno trascorso – scrive Firetto –  mi permette di osservarlo con sguardo nitido e per quanto possibile obiettivo, e di provare a vedere le cose fatte e senza nascondersi, con onestà intellettuale, quelle non fatte e quelle da migliorare. Quest’anno si è molto lavorato sull’ordinario, perché è stato da subito evidente come questa fosse una priorità, un punto di partenza da cui prendere necessariamente le mosse prima di guardare avanti.  La città doveva riappropriarsi di se stessa e riprendere fiducia. Si è anche molto seminato, si é lavorato sulla programmazione, e i risultati piano piano prendono forma e colore. Ci sono alcune cose che sono state fatte e hanno portato i primi riscontri. Penso ad esempio al rilancio della manifestazione del Mandorlo in fiore, con alcune novità che hanno dato all’evento un respiro diverso, alla stagione teatrale, rinnovata e di qualità, all’avvio della raccolta differenziata, all’esternalizzazione degli impianti sportivi, di cui vedremo presto i risultati, all’iter per la variazione dei confini di Favara ovest, finalmente sbloccato dopo anni, alle iniziative di pedonalizzazione, presupposto di una rinnovata vivibilità della città, ai diversi lavori che per meri problemi burocratici stentavano ad avviarsi e che via via vedono la luce , allo sforzo per intercettare risorse e finanziamenti, che al di là dei frutti ci ha comunque permesso di prendere le misure rispetto a ciò che si è fatto e a ciò che si può fare, e a ragionare in termini di programmazione. È questo un aspetto sul quale si sta lavorando molto, moltissimo. Pitturazioni, scerbatura, e altri piccoli interventi puntuali non sono stati una semplice operazione di maquillage ma hanno restituito decoro, sicurezza e fruibilità. Chiaramente c’è ancora molto da fare. Bisogna lavorare su molti aspetti, consolidare i risultati ottenuti, e affrontare energicamente le criticità, i problemi, i nodi ancora da sciogliere e le sacche di inefficienza. Ci vorrà un ulteriore sforzo di impegno, creatività ed entusiasmo. È vero che non abbiamo grandi risorse, ma molte cose si possono fare con poco impegno economico, ingegno e buona programmazione. Un capitolo a parte merita il protagonismo civico. La città si è svegliata dal torpore, e si è riscoperta risorsa di se stessa. Abbiamo perciò pensato di incoraggiare questo slancio con un ufficio dedicato, che dia ordine e semplifichi questi procedimenti. Quello che vedo oggi è in fin dei conti una città in evoluzione, che oggi, rinnovata in fondo nell’immagine di se stessa, guarda al futuro che si affaccia, a un progetto che prende forma, a un cammino che non si ferma; una città che avanza, “senza fretta ma senza sosta”, come diceva Goethe, una città che vuole crescere e scommettere su stessa. Testardi sempre nella visione. Flessibili nei dettagli. Perché si impara ogni giorno e chi impara cambia per migliorare”.

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