Convocato il Cda del Cupa per venerdì 29 luglio

AGRIGENTO – Il tempo stringe, le attività didattiche devono essere immediatamente programmate, altrimenti si rischia il fallimento. Non ha perso tempo il presidente Gaetano Armao dopo la seduta di insediamento del nuovo Consiglio d’amministrazione del Cupa, il consorzio universitario agrigentino, ed ecco che già è stata programmata la prima riunione operativa che si terrà venerdì 29 luglio alle 15 nei locali del Polo, in via Calcarelle. All’ordine del giorno, il presidente Armao ha messo: le iniziative culturali per i mesi di settembre ed ottobre 2016, la programmazione didattica 2016 – 2017, la razionalizzazione dei locali del consorzio, la relazione sullo stato dei contenziosi, la relazione sullo stato economico – finanziario del Cupa e la ratifica delle determinazioni presidenziali. L’ordine del giorno è poi stato integrato con un altro punto: adesione al programma di riqualificazione delle periferie, predisposto dal Comune di Agrigento. Intanto scoppia la polemica per il trasferimento a Palermo del master di primo livello in “Mobilità umana, diritto delle migrazioni e trasformazioni sociali” che si doveva tenere al Polo universitario di Agrigento. Istituito grazie all’intervento del ministro dell’Interno, l’agrigentino Angelino Alfano, il corso di perfezionamento doveva servire a rilanciare il consorzio e mantenerlo in vita, quando spiravano forti i venti di chiusura. Coordinatrice del master doveva essere la professoressa Maria Immordino, ex presidente del Cda del Cupa, che non essendo stata rieletta, ha portato con se il corso ed ha fatto bandire dall’ateneo di Palermo il relativo concorso. “Non vedo perché ci debbano essere polemiche attorno a questa vicenda – spiega l’ex preside Immordino – perché è naturale che essendo io la coordinatrice del master lo porto nella mia classe di insegnamento, che è a Palermo. Il bando è già stato pubblicato, le lezioni avranno inizio ad ottobre e parteciperanno anche molti agrigentini che avranno diritto ad una borsa di studio come rimborso per le spese sostenute. Organizzare un master di questo tipo ad Agrigento sarebbe davvero dispendioso”. Ma alla domanda perché quando è stato pensato il master si era scelta la sede di Agrigento non si è pensato ad eventuali costi alti, la professoressa Immordino risponde: “Nel frattempo sono cambiate molte cose. Non è stato allestito il centro interdipartimentale dedicato ai temi della migrazione e della sicurezza nell’area mediterranea, che doveva sorgere ad Agrigento, d’intesa con il ministero dell’Interno. Ed i venti di crisi che hanno portato alla chiusura di Giurisprudenza hanno determinato questa situazione”. L’ex presidente Immordino si riferisce al centro che doveva essere avviato lo scorso anno accademico al Polo di Agrigento, grazie ad una convenzione sottoscritta tra l’università e il dipartimento per le libertà civili e per l’immigrazione del Viminale, con risorse vincolate per il Cupa, il cui progetto non è mai stato portato a termine dal ministero dell’Interno e dal ministri Angelino Alfano.

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