Rifiuti, Gero La Rocca (Ecoface): “Nessuna emergenza dove si differenzia”

FAVARA – La raccolta differenziata aiuta i Comuni a gestire meglio qualsiasi emergenza rifiuti. “Anche quest’anno, come ogni anno in estate, abbiamo dovuto arginare l’onda anomala dei rifiuti che ha sommerso la gran parte dei centri urbani della Sicilia. Non sono molte le comunità che hanno evitato le ormai emblematiche scene dei cassonetti assediati da montagne di sacchetti indifferenziati, con tutto il contorno di odori e rischi sanitari. Lo sostiene Gero la Rocca, responsabile di Ecoface che si occupa di raccolta differenziata dei rifiuti. “Tra i centri che stanno attraversando immuni quella che può essere considerata una della più gravi emergenze degli ultimi anni, vi sono Ravanusa, Siculiana e Favara, città piccole, medie e grandi, che sono accomunate dall’aver avviato da tempo piani concreti per la separazione dei rifiuti e la conseguente riduzione dei rifiuti indifferenziati. Organizzare la raccolta in modo da recuperare plastica, metalli, vetro, carta e cartone e organico, ha permesso di abbattere la frazione da smaltire in discarica a livelli tra il 30 e il 60%. Un impegno i cui beneficiari sono in prima battuta le famiglie, che non stanno soffrendo la congestione delle discariche regionali attualmente aperte, causa principale della permanenza dell’immondizia per le strade della Sicilia. Ma oltre ai grattacapi legati al quieto vivere, alla salute e al decoro, vi sono quelli più generali e difficili da quantificare, che colpiscono su larga scala le economie locali. Gran parte del territorio siciliano attende l’estate per ossigenare il tessuto economico, alimentato fortemente dal settore del turismo e della ristorazione. Inoltre tante famiglie di emigrati tornano nei comuni di origine per trascorrere le ferie, proprio tra giugno e agosto. Non certo la migliore delle accoglienze, ricevere ospiti a casa propria facendo trovare cumuli di spazzatura e tanfo. Una vera piaga che da varie angolature ha colpito la vita dei siciliani con eccezionale violenza. E’ vero che in molte comunità la colpa non può essere attribuita alle sole amministrazioni, anzi, a volte i sindaci potevano oggettivamente fare poco, considerata una lunga serie di ostacoli burocratici e contestuali. Ma è giusto rendere onore al merito. Bisogna riconoscere che in alcune situazioni le scelte dei sindaci sono state anche coraggiose e tali da prendere di petto la situazione, perfino assumendosi grosse responsabilità.  Speriamo che questa sia l’ultima volta in cui il popolo siciliano debba, non senza moti di vergogna, trovarsi ad arrancare nelle strade sommerse dei rifiuti. Ma, intanto, ci rincuora che in centri come Ravanusa, Siculiana e Favara si sia trovata, seppur a vari livelli, una via alternativa alla sola produzione di rifiuti indifferenziati.

 

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