Tassa di soggiorno: il Consorzio Turistico Valle dei Templi disapprova
Agrigento, ore 09.15 Riceviamo e pubblichiamo: Ieri lunedì 20 agosto 2012 il Consorzio Turistico Valle dei Templi ha preso parte alla riunione congiunta delle commissioni comunali Bilancio e Turismo tenutasi al comune di Agrigento con all’oggetto l’analisi della proposta di delibera dell’amministrazione comunale sulla istituzione della Tassa di soggiorno. I soci ed il Presidente del Consorzio Turistico Valle dei Templi hanno rappresentato ai consiglieri presenti le ragioni della totale contrarietà alla Tassa di Soggiorno e l’insostenibilità di tale scelta. Sono state nuovamente ribadite tutte le nefaste conseguenze già rappresentate in più occasioni anche a mezzo stampa dall’eventuale tassa che tentasse di colpire quei pochi turisti che coraggiosamente raggiungono Agrigento. Ciò metterebbe definitivamente ed inevitabilmente fuori mercato l’intera destinazione diminuendo ulteriormente la già limitata presenza media a vantaggio dell’escursionismo e ciò poiché, per evitare la tassa di soggiorno, i turisti soggiornerebbero nei comuni vicini e/o comunque in altre aree dalle quali con facilità si può raggiungere la nostra città. Già oggi quei pochi che pensano di prenotare nei nostri Hotel cominciano ad informarsi se ad Agrigento si applichi o meno la tassa di soggiorno, segno evidente dell’importanza del balzello nella scelta della destinazione vacanziera. Il Presidente Paolo Pullara ha anche spiegato che la nostra città, purtroppo, non può essere paragonata a Venezia-Roma-Firenze (che hanno già applicato la tassa) perché chiaramente non offre i medesimi servizi di queste grandi città d’arte italiane. Il Presidente del Consorzio ha anche rappresentato il grave rischio che può scatenare effetti devastanti in una filiera produttiva oggi molto debole, l’unica della nostra città in un contesto dove prevale il terziario legato all’occupazione negli enti pubblici ed ove non vi è più l’edilizia che qualche anno fa rappresentava una grossa componente del PIL cittadino, con grave nocumento per tutti gli occupati che oggi sono circa 300/350 direttamente impegnati nelle strutture ricettive e circa 2000/2500 nell’indotto che gravita intorno al turismo (ristoranti, bar, negozi, servizi ecc.). Basti pensare che l’eventuale sola chiusura stagionale delle strutture, fino ad oggi non operata se non da un paio di hotel, porterebbe ad una drastica caduta dei contratti annuali con una trasformazione in stagionali e quindi con mancata produzione di reddito per una buona parte dell’anno di qualche migliaio di maestranze impegnate attualmente in tutta la filiera.Abbiamo verificato la sensibilità dei consiglieri presenti, che ringraziamo per averci ascoltato, e ci auguriamo, speriamo e confidiamo che questo sia il preludio alla dichiarazione di un parere negativo da parte delle commissioni in seduta congiunta così come ci auguriamo che l’intero Consiglio Comunale dia un segnale forte sulle azioni che si intendono portare avanti a difesa dell’unico settore produttivo della città che non solo non riceve sostegni ma che di contro contribuisce in maniera determinante al PIL agrigentino oltre ad essere tra i primi contribuenti per ACQUA, SPAZZATURA, IMU, Tasse varie legate alla produttività e soprattutto è un’industria che sostiene circa 3000 famiglie tra dipendenti diretti ed indotto. L’occasione è propizia per chiedere ufficialmente al Sindaco di indire l’annunciato tavolo di concertazione che sia propedeutico alla definitiva soluzione del problema emerso sulla tassa di soggiorno e che ciò possa avvenire quanto prima per non disperdere invano energie che le imprese devono destinare allo sviluppo del settore piuttosto che ad inutili ed improduttive contese che producono esclusivamente disaffezione dei pochi folli operatori turistici che ancora testardamente investono in questa città credendo in una rinascita della stessa. Tutto ciò premesso, invitiamo la città e la politica tutta a voler stare accanto compatta a favore della crescita della città e delle imprese nell’unico settore dal quale ci si può aspettare un possibile sviluppo “Il turismo” o in alternativa ci si dica in quale settore intende investire la città così da partecipare anche noi alla costruzione dell’impossibile volano economico dismettendo le nostre imprese turistiche e reinvestendo le risorse in questi altri settori fantasma.
















































