Licata, cassonetti a fuoco in via Palma si fa la conta dei danni

Licata, ore 10:26 Notte di fuoco a Licata. Incendiati cassonetti in varie zone della città. Il rogo più significativo si è registrato in via Palma, nei pressi della scuola media Bonsignore, dove sono andati a fuoco due cassonetti pieni di spazzatura. Quel che resta dei contenitori in plastica è uno scheletro desolante con la spazzatura fumante che sprigiona diossina nell’aria pericolosa per la salute dei cittadini. A Licata si continua a dare fuoco quindi alla spazzatura o ai cassonetti? E’ questo l’interrogativo che si stanno ponendo carabinieri e polizia che hanno aperto numerosi fascicoli contro ignoti piromani. Le indagini mirano ad accertare quale possa essere il motivo per cui ogni sera la Dedalo ambiente, società d’ambito che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti sia costretta a fare i conti dei danni causati dai piromani. Soprattutto in periodi caldi, quando cioè per l’emergenza che è diventata una regola ogni mese o a causa degli scioperi degli operatori ecologici oppure a causa della indisponibilità dei gestori delle discariche a far scaricare la spazzatura prodotta nei 7 Comuni dell’ambito territoriale ottimale Ag3 di Licata perché la Dedalo non paga le fatture, si verificano questi strani incendi di cassonetti. Ci si chiede. Ma è mai possibile che non si riesca mai a beccare uno solo di questi piromani che si divertono a dare fuoco ai cassonetti ed alla spazzatura? Sarà perché il controllo del territorio è scarso, oppure il territorio è troppo vasto per così poche pattuglie di carabinieri e polizia che lo dovrebbero presidiare? Ed ancora: a che punto sono le indagini per assicurare alla giustizia gli autori di questi gesti? Intanto la Dedalo ambiente fa la conta dei danni. Dall’inizio dell’anno ad oggi, solo a Licata sono stati incendiati circa 500 cassonetti. Se si calcola che il valore per acquistare un cassonetto è di 300 euro in media è facile fare i conti, la Dedalo ambiente ha subito danni per circa 150 mila euro. Soldi che i cittadini pagano 2 volte: di tasca e con il rischio della propria salute.
















































