Licata, Aut aut: scarcerato Lombardo

Licata, ore 19:27 Dopo Antonio Cannizzzaro e Gerlando Di Carlo anche Giuseppe Lombardo, licatese di 65 anni, lascia il carcere. Il tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo le istanze dell’avvocato Enzo Sica di Licata, ha revocato la misura cautelare degli arresti in carcere per l’anziano arrestato nell’operazione Aut aut dei carabinieri. Lombardo era accusato di turbativa d’asta, relativa alla vendita da parte del Tribunale di Agrigento di immobili pignorati allo stesso ed alla moglie Vincenza Balletti, cioè stazionando davanti all’ingresso dell’ufficio del professionista Luca Vetro, delegato alla vendita e fermando in tal modo le persone che vi accedevano, allo scopo di farli desistere dal presentare offerte per la vendita di beni inseriti nella procedura, nonché minacciando di ammazzare chiunque si fosse permesso di presentare buste contenenti offerte. Fatti commessi – secondo l’accusa – ad Agrigento durante la prima decade del mese di ottobre2009. Inrelazione a tale procedura, le indagini avevano rilevato come Lombardo ponesse in essere una serie di condotte, di tipo intimidatorio e violento, tali da impedire a terze persone di partecipare all’asta predisposta per la vendita de proprio immobile. Massimiliano Consagra, a cui si era rivolto Lombardo, aveva dei dubbi sul conto dell’anziano e sul fatto che questi poteva commettere qualche azione sconsiderata, temendo qualche gesto estremo nei confronti di qualcuno e quindi chiedeva al cugino Angelo Consagra, il da farsi. “Basta che questo .. non fa qualche minchiata .. che ammazza qualcuno .. come si combina ora .. e loro lo sanno .. vedi che è la davanti”. Angelo Consagra rispondeva di avere notato Lombardo molto determinato e che lo stesso gli aveva riferito che se qualcuno avesse presentato l’offerta d’acquisto avrebbe ucciso tutti, cominciando dal Giudice e finendo con i grandi. “No .. diciamo che .. se c’é qualcuno che ha la busta .. la fa .. perché .. me lo ha detto chiaro .. chi é che è .. incomincia dal giudice di minchia e finisce con i grandi .. dice .. che oramai ha perso tutte cose .. dice .. e quindi .. dice .. ho le ultime cose .. dice .. la casa dove abito .. dice .. eee.. non mi interessa niente..”. Consagra quindi con l’atteggiamento di chi aveva la forza di acquistare liberamente gli immobili che voleva, al termine della procedura, decideva di non partecipare all’asta relativa all’immobile di Lombardo non certo per timore dello stesso, ma quasi per una sorta di commiserazione provata per l’anziano anche in considerazione di un rapporto di conoscenza ben radicato nel tempo, con quest’ultimo”. E’ bastato questo all’avvocato Sica per convincere i giudici che Lombardo era solo una vittima e che quanto aveva detto era soltanto riconducibile allo status di persona disperata che temeva di perdere quel poco che aveva, cioè la sua casa.

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