Demolita la veranda della villetta di Maddalusa: Arnone fa scudo ma viene allontanato

AGRIGENTO – Le ruspe alla fine sono state azionate. Il “braccio armato” dello Stato contro gli abusivi si è messo regolarmente in azione, nonostante i tentativi per bloccare la demolizione della villetta costruita senza licenze edilizie nel cuore della Valle dei Templi, in contrada Maddalusa, zona con vincolo di inedificabilità assoluta. Già dalle prime ore del mattino, quando sul posto sono arrivati i mezzi della ditta di Palma di Montechiaro che ha vinto l’appalto bandito dal Comune di Agrigento per eseguire le demolizioni di 8 manufatti abusivi, si è capito che non si sarebbe trattato di un’azione semplice come le precedenti. Mentre prima erano state abbattute un muretto ed una tettoia (altri due abusi sono stati demoliti direttamente dagli stessi proprietari senza nemmeno dare tempo alle ruspe dell’impresa palmese di entrare in azione), stavolta si trattava di radere al suolo il tetto di una villetta abitata da un nucleo familiare composto da 5 persone. Quella stessa famiglia che si era affidata all’avvocato Giuseppe Arnone nel tentativo di bloccare le ruspe, ma senza successo. E che ieri ha tentato di “asserragliarsi” dentro l’abitazione per impedire la demolizione. Con un gruppo di residenti (altri abusivi che presto riceveranno il “conto” dallo Stato) che si sono recati nella zona per protestare, per dare man forte ai proprietari della casa da abbattere. E con gli operai della ditta minacciati (addirittura sono state rubate le chiavi del Bobcat che doveva intervenire), che sono stati raggiunti da un lancio di pietre. Insomma una situazione certamente difficile, già in partenza. Soltanto dopo 9 ore di tensioni l’operazione è andata a buon fine: è stata abbattuta.
Nella traversa, quasi nascosta di Maddalusa, di buon mattino sono cominciati ad arrivare i poliziotti della Celere, la Digos, agenti della Guardia di Finanza, i carabinieri, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato incaricati dalla Procura di garantire la sicurezza durante le operazioni di demolizione della struttura abusiva. Demolizione che secondo gli avvocati della famiglia di Antonino Piraneo, 60 anni, proprietario dell’abitazione, doveva essere eseguita il 25 settembre, ma è stata anticipata. I due legali, Giovanni Barragato e Giuseppe Arnone hanno presentato istanze di rinvio in quanto per il 15 settembre è stata fissata l’udienza davanti al giudice del Tribunale agrigentino, Marfei, avverso questa ordinanza di demolizione. Ma la Procura della Repubblica agrigentina è stata di diverso avviso e le istanze sono state rigettate. Il racconto della giornata è convulso, colpi di scena a ripetizione: numerosi abitanti della zona si sono asserragliati nell’abitazione in segno di protesta , alcuni si sono seduti per terra, al fine di evitare l’avanzamento dell’escavatore. Durante queste concitate fase tra le forze dell’ordine ed i manifestanti, Giuseppe Arnone, legale della famiglia Piraneo, con un megafono urlava le sue tesi di illegittimità dell’azione. Ma le ruspe si sono azionate. Mobili e suppellettili sono stati sistemati in un magazzino nelle vicinanze, la casa è stata liberata. L’impiegato della ditta di Palma di Montechiaro, che ha vinto l’appalto delle demolizioni, ha accusato un forte malore ed è stato necessario richiedere l’intervento del 118. Si è trattato di un aumento della pressione sanguigna causata dalla lunga tensione a cui è stato sottoposto l’operaio da parte dalla gente del luogo. Fortunatamente la crisi pressoria è rientrata e non è stato necessario trasportare l’operaio in ospedale. E sono iniziate le operazioni della tettoia in eternit, che proseguiranno questa mattina, dopo la bonifica eseguita da personale specializzato nella messa in sicurezza. Eliminato l’eternit, si procederà alla demolizione dell’intera abitazione. Si tratta dell’unica abitazione della famiglia Piraneo. La casa sarà demolita tra giovedì e venerdì prossimi. Il cronoprogramma delle demolizioni proseguirà poi giovedì 10 settembre quando le ruspe dell’impresa edile stradale “Giuseppe Capobianco” di Palma di Montechiaro, si sposteranno in via Afrodite, una traversa del viale Emporium a San Leone, per abbattere le ultime due costruzioni. Rimangono da demolire un magazzino in contrada Cugno Vela e due fabbricati all’interno di un ristorante attualmente chiuso in via Afrodite, all’ingresso della zona balneare di San Leone. Prima dell’abbattimento della villetta di Maddalusa, in programma oggi, erano toccato ad un muretto realizzato senza autorizzazione, ad un ovile (che lo stesso proprietario aveva provveduto a demolire) ed all’estensione della cucina di un ristorante (abbattuta dagli stessi titolari).

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